Costruire in modo sostenibile non significa più soltanto scegliere materiali naturali o ridurre i consumi energetici. Oggi l’innovazione sta facendo un passo ulteriore: trasformare materie prime vegetali e scarti agricoli in veri e propri componenti per l’edilizia, capaci di ridurre l’impatto ambientale degli edifici e, in alcuni casi, persino di contribuire alla cattura della COâ‚‚.
È una direzione che ci interessa particolarmente, perché parla di un’edilizia capace di guardare avanti senza dimenticare la qualità dei materiali e delle soluzioni costruttive. E dopo quasi ottant’anni nel settore, sappiamo bene quanto innovazione ed esperienza debbano procedere insieme.
Partiamo da una delle novità più interessanti: il biomattone realizzato combinando canapa industriale e calce. L’obiettivo è ambizioso: ottenere un materiale “carbon negative”, cioè capace di rimuovere dall’atmosfera più COâ‚‚ di quella emessa durante la sua produzione.
Il principio è piuttosto semplice. La canapa assorbe anidride carbonica durante la crescita e, una volta trasformata in biocomposito con la calce, permette di immobilizzare parte di quel carbonio all’interno del materiale per il ciclo di vita dell’edificio. Secondo i dati riportati dall’azienda, un metro cubo di Biomattone può rimuovere tra 44 e 105 chilogrammi di COâ‚‚, mentre oltre mille edifici realizzati nel mondo avrebbero consentito di sequestrare complessivamente più di 1.800 tonnellate di anidride carbonica.
Ma attenzione: non stiamo parlando soltanto di sostenibilità ambientale. La calce-canapa offre anche isolamento termico e acustico, contribuisce alla regolazione dell’umidità e può migliorare il comfort abitativo.
La seconda innovazione raccontata dal Corriere arriva da un materiale che, a prima vista, sembrerebbe avere poco a che fare con un cantiere: la lolla di riso, ovvero il residuo ottenuto durante la lavorazione del riso grezzo.
Grazie alla sua ricchezza di cellulosa, questo sottoprodotto agricolo può essere valorizzato per realizzare materiali destinati all’edilizia. È il caso dei pannelli prefabbricati che combinano la lolla di riso con un legante idraulico derivato dalla cottura di calcari argillosi. Il risultato è un pannello privo di additivi chimici che trasforma uno scarto in una nuova risorsa.
Ed è proprio questo il punto: l’economia circolare applicata all’edilizia non consiste semplicemente nel riciclare ciò che abbiamo già. Significa ripensare i materiali fin dall’origine, cercando nuovi utilizzi per risorse che altrimenti diventerebbero rifiuti.
Molto, e non soltanto quando parliamo di materiali particolarmente innovativi. La vera evoluzione della bioedilizia nasce dall’integrazione tra progettazione, prestazioni tecniche, efficienza energetica e attenzione all’intero ciclo di vita dell’edificio.
La direzione è chiara: materiali naturali, fibre vegetali, prodotti riciclati e sistemi costruttivi più efficienti stanno entrando sempre più nel panorama delle costruzioni. Anche la ricerca sta sperimentando soluzioni futuristiche, come i cosiddetti “mattoni viventi” contenenti alghe, funghi e cianobatteri capaci di effettuare la fotosintesi e assorbire COâ‚‚. Per ora si tratta di una tecnologia ancora lontana da una diffusione industriale, ma rappresenta bene la velocità con cui sta cambiando il settore.
Per noi, però, innovare significa soprattutto scegliere con consapevolezza. Un materiale deve essere interessante dal punto di vista ambientale, ma anche affidabile, performante e adatto alle esigenze concrete del progetto.
Da quasi ottant’anni il Gruppo Secchiaroli accompagna professionisti, imprese e privati nel mondo dell’edilizia, seguendo l’evoluzione dei materiali e delle tecniche costruttive. Oggi questa esperienza si traduce anche in una particolare attenzione alla bioedilizia, al legno, alla calce-canapa, agli isolanti naturali e alle soluzioni capaci di migliorare comfort ed efficienza degli edifici.
Perché costruire sostenibile non significa inseguire ogni novità del momento. Significa capire quali innovazioni possono davvero portare valore a un progetto e inserirle nel modo corretto, con competenza e visione d’insieme.