Il mondo dell’edilizia si prepara a una nuova fase della transizione energetica. Il Piano Sociale per il Clima, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 4 agosto, mette sul tavolo complessivamente 9,346 miliardi di euro per accompagnare famiglie e microimprese vulnerabili verso un sistema energetico più efficiente e sostenibile. Di questi, ben 3,295 miliardi sono destinati all’edilizia, con interventi che guardano soprattutto alla riqualificazione dell’ERP e degli immobili delle microimprese. Ma di cosa si tratta in concreto? Vediamolo insieme.
Partiamo dai numeri, che in questo caso raccontano bene la portata dell’intervento. Le risorse destinate all’edilizia saranno utilizzate tra il 2027 e il 2032 e prevedono 1,95 miliardi di euro per l’edilizia residenziale pubblica, 1,25 miliardi per gli immobili delle microimprese vulnerabili e 95,2 milioni per favorire l’elettrificazione dei consumi domestici. L’obiettivo è intervenire sugli edifici che consumano di più, riducendo in maniera strutturale sia i consumi energetici sia i costi delle bollette. Un approccio che, come vediamo da anni nel nostro settore, dimostra quanto efficienza energetica e qualità dell’edificio siano ormai due facce della stessa medaglia.
Qui arriviamo alla parte che interessa più da vicino chi lavora nel mondo delle costruzioni. I contributi potranno coprire fino al 65% delle spese ammissibili e riguarderanno diversi interventi per migliorare le prestazioni degli edifici: dalla sostituzione degli infissi all’installazione di pompe di calore, passando per impianti fotovoltaici con accumulo, solare termico e sistemi di building automation. Una curiosità importante: nel Piano approvato il cappotto termico, inizialmente previsto nelle proposte sottoposte a consultazione, è stato escluso. Per gli edifici ERP, inoltre, gli interventi dovranno garantire una riduzione di almeno il 30% dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, verificata attraverso APE ante e post operam.
Perché non parliamo semplicemente di sostituire qualche componente, ma di accompagnare una parte del patrimonio edilizio italiano verso prestazioni migliori. Il Piano stima infatti la riqualificazione di circa 15,6 milioni di metri quadrati di alloggi ERP, con il coinvolgimento di oltre 220mila famiglie. E c’è un altro aspetto interessante: le risorse potranno sostenere anche progetti di efficientamento dell’intero fabbricato presentati dalle ESCO, con la possibilità di arrivare, attraverso il cumulo con altri contributi pubblici e nel rispetto delle regole previste, fino al 100% della copertura. È un segnale chiaro: l’edilizia del futuro dovrà essere sempre più efficiente, integrata e capace di mettere insieme materiali, impianti e tecnologie.
Significa che il tema dell’efficienza energetica continuerà a essere centrale e che conoscere materiali, tecnologie e soluzioni disponibili sarà sempre più importante. Il Piano Sociale per il Clima nasce anche per attenuare gli effetti sociali dell’ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione che coinvolgerà dal 2028 anche i combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale.
Per noi del Gruppo Secchiaroli, che dal 1949 lavoriamo nel mondo dell’edilizia, seguire questi cambiamenti significa continuare a fare quello che facciamo da quasi ottant’anni: mettere esperienza e innovazione al servizio di chi costruisce, ristruttura e vuole migliorare la qualità dei propri spazi. Se stai pensando a un intervento di riqualificazione o vuoi capire quali soluzioni possono rendere un edificio più efficiente, contattaci: insieme possiamo individuare materiali e sistemi adatti al tuo progetto, con uno sguardo concreto alle esigenze di oggi e a quelle di domani.